“Resta al Sud”, ecco l’aiuto per i giovani calabresi

Il tempo scorre inesorabile, e per un attimo si fermerà alle ore 12 di lunedì 15 gennaio. Cioè, domani. Perché è importante? Perché se sei un aspirante imprenditore, è probabilmente il tuo giorno. E se sei del sud, è sicuramente il tuo giorno. Tocca solo aspettare, in quanto a mezzogiorno si potrà finalmente presentare la domanda sul sito di Invitalia: il fine è quello di richiedere un finanziamento agevolato, dai 50mila euro fino ai 200mila euro per aprire un’azienda proprio nel Mezzogiorno d’Italia.

L’iniziativa è stata prommossa proprio dal Ministero per la Coesione territoriale, dunque da De Vincenti, e ha l’obiettivo di favorire l’investimento in un territorio troppo spesso bistrattato dai suoi stessi abitanti. E’ la prima volta che il governo mette in campo risorse così importanti, tali da coprire anche la totale entità dell’investimento: l’amministratore delegato di Invitalia, nella presentazione del progetto, si è detto ‘soddisfatto e certo del futuro avvenire’ di ‘Resto al Sud’.

Per intenderci, chi ha voglia di provare una nuova esperienza, con la carta d’identità che indica meno di trentacinque anni, può richiedere alla propria Regione un aiuto economico. Tra le parti d’Italia scelte, anche la Calabria. Sia chiaro, Catanzaro e Cosenza sono in buona compagnia: le regioni selezionate sono difatti otto, dall’Abruzzo alla Basilicata, dalla Campania alla Puglia, passando per Molise e le due isole tricolore.

Nessuna scadenza, solo tante idee e una presentazione – quantomeno in formato ‘bozza’ – dell’impresa dei desideri. Nella faq del progetto c’è tutto l’occorrente per partecipare al progetto, che – ripetiamo – “non è un click-day”, dunque non c’è nessuna gara, né di velocità né di effettiva validità del progetto. L’unica priorità stabilita è quella di dare un piccolo vantaggio alla credibilità e all’accuratezza del lavoro.

Entro due mesi saranno valutati i progetti e a qualcuno potrà essere richiesto un’integrazione di ulteriori documenti: Invitalia verificherà quanto svolto e i requisiti, quindi esaminerà tutte le proposte, probabilmente con un colloquio in loco o nella sede regionale. Se si supererà anche questo step, sarà avvisata una delle banche che hanno aderito alla convenzione ABI e si procederà con l’approvazione finale del finanziamento: così il futuro imprenditore potrà avere le agevolazioni Invitalia e finalmente il finanziamento direttamente dalla banca. Che, specifichiamo, resta legato all’avanzamento dei lavori e può essere richiesta solo ed esclusivamente con il 50% dei lavori già fatti.

Il calcolo economico è presto fatto: sul piatto ci sono 1,25 miliardi di euro pronti ad essere investiti, senza ‘dimora fissa’ oppure obbligatoria. Qualsiasi idea abbiate per rilanciare l’economia del sud, ecco il soccorso del Ministero: senza vincoli, dal turismo alla ristorazione, passando per qualsiasi settore vi possa tornare in mente. Il 35%, poi, è a fondo perduto, il 65% è invece restituibile in 8 anni e garantito ugualmente dallo Stato. No, non servono grosse garanzie. Serve sognare. E rimboccarsi le maniche.