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Disoccupazione in calo, c’è il tranello: lo rivela l’Istat

Sono stati resi noti dall’Istat i dati relativi al lavoro, occupazione e disoccupazione, attivi ed inattivi di ogni fascia d’età, tipologia di contratto e demografia. Un’analisi accurata tramite cui emergono numeri incoraggianti, alcuni dei quali però che celano conclusioni non così rosee come apparentemente sembra.

Partiamo dalle note positive, che sicuramente ci sono e lasciano ben sperare per il futuro. Da dicembre 2016 a gennaio 2017 si assiste ad una crescita degli occupati pari allo 0,1%, circa 30 mila unità. La notizia più eclatante riguarda il termine di paragone con gennaio 2016: rispetto ad allora l’aumento è addirittura di 236 mila unità. Calo evidente anche nella disoccupazione giovanile, presa in esame tra i 15 e 24 anni, che scende dal 39,2% al 37,9%.

Qui comincia però il rovescio della medaglia. Se il dato degli occupati cresce di 30 mila unità, altrettante sono quelle che compaiono alla voce “inattivi“, ovvero coloro i quali non lavoro e nemmeno lo cercano come gli studenti. Scavando a fondo nei dati si scopre tra l’altro come la gran parte dei quasi 250 mila occupati in più rispetto allo stesso periodo dello scorso anno rientra nella fascia degli over 50. Infatti nella fascia 16-24 l’aumento è pari a 0, da 25-34 cala di 6 mila unità, in quella 35-49 di 4 mila. Cresce drasticamente solo quella 50-64: + 40 mila unità.

Si conferma quindi – rileva l’Istituto – il ruolo predominante degli ultracinquantenni nello spiegare la crescita degli occupati, anche per effetto dell’aumento dell’età pensionabile, ribadendo il +0,9% tra i 15 e i 24enni, dello 0,7% tra i 35 e i 49enni e del 2,5% nella fascia 50-64 anni.

Scendendo ancor più nel dettaglio, ovvero nel merito della tipologia di occupazione, nel mese di gennaio si assiste ad un calo dei lavoratori dipendenti per via di una diminuzione dei contratti a termine (-28 mila). Di contro, aumentano di 21 mila unità  i contratti stabili. Salgono sensibilmente, di 36 mila unità, il numero di lavoratori indipendenti e con partita iva quali imprenditori e liberi professionisti.

Author: Redazione
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