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La Calabria è poco green, solo 3 automobili su 100 inquinano poco

L’innovazione non è certo una delle caratteristiche principali della Calabria, ma la spinta tecnologica si fa largo anche nel profondo sud, ma con un andamento lento e molto incerto.

Dai dati di immatricolazione estratti dal database dell’ACI e dall’elaborazione della ricerca condotta a quattro mani dall’Osservatorio Autopromotec e da Federmetano, è emerso che in Calabria 3 automobili su 100 sono alimentate da carburanti alternativi. Si tratta di poco meno di 44 mila veicoli, che rientrano nelle categorie ibridi, elettrici, a metano o a gpl, a fronte di oltre 1.380.000 esemplari dell’intero parco circolante che restano attualmente alimentati dai cosiddetti carburanti tradizionali, ossia benzina e gasolio.

A livello percentuale, la Calabria quindi ottiene un 3,1% come dato, a dimostrazione che l’evoluzione prende piede molto lentamente, anche a causa della scarsa presenza di distributori presenti sul territorio. L’assenza di infrastrutture e lo scarso impegno degli Enti locali nella sensibilizzazione dei cittadini sulla tematica sono le cause di un numero così esiguo di calabresi che inquinano meno, statistica di fatto in linea con i peggiori rappresentanti italiani. La media nazionale parla infatti del 7,9% del parco circolante globale. A fronte di 43,2 milioni di veicoli, infatti, risultano “green” 3,4 milioni di automobili, a fronte dei quasi 40 milioni di esemplari alimentati a benzina o gasolio. In tal senso, le regioni più virtuose risultano essere le Marche, l’Emilia Romagna e l’Umbria, che vantano percentuali tra l’11,6 e il 16. Non si tratta di numeri casuali per queste regioni del Centro Italia, che nel corso degli anni hanno condotto una politica informativa e spinto i cittadini ad adottare uno stile di vita maggiormente attento ai consumi e all’ambiente.

La Calabria non è però la regione “peggiore” dal punto di vista delle auto “verdi”, visto che l’alimentazione alternativa scarseggia anche in Valle d’Aosta, Sardegna e Friuli Venezia Giulia. La particolare caratteristica dello statuto speciale rende però queste regioni “giustificate” nell’adozione di metodi alternativi per porre attenzione ai consumi e all’ambiente.

Dal punto di vista della tipologia di alimentazione alternativa, gli italiani “preferiscono” ancora il gpl, che vince la speciale classifica davanti al metano e ai veicoli ibridi ed elettrici. Pur trattandosi di quote marginali del parco circolante, l’opera di sensibilizzazione relativa ai veicoli ad alimentazione alternativa sta portando buoni frutti su tutto il territorio nazionale. In poco più di 6 anni, infatti, in Italia sono stati immatricolate oltre 900 mila nuove autovetture alimentate in maniera alternativa, con una netta predominanza di quelli a metano. La crescita è positiva, ma ancora troppo lenta, soprattutto in Calabria, che non riesce a mantenere il passo con il resto della nazione.

Author: Redazione
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